venerdì 25 ottobre 2013
be4eat a Vicenza con il prof. Campbell
domani sarò ospite del prof. Campbell a Vicenza in occasione dell'evento be4eat (www.be4eat.com). In tale occasione sarà presentato questo libro.
mercoledì 23 ottobre 2013
ruolo dell'infiammazione intestinale nelle patologie
recentemente è stato rivalutato il ruolo dell'infiammazione nelle diverse patologie. Una infiammazione cerebrale è stata riportata essere la CAUSA patogenetica delle crisi epilettiche (primi lavori della "nostra" Vezzani), così come è stata riportata essere responsabile di parkinson, Alzheimer, sclerosi multipla, etc. Anche l'infertilità o le disfunzioni sessuali sono state correlate ad una infiammazione degli organi sessuali sia maschili che femminili.
Pochi conoscono i lavori di un certo Riazi, che dimostra come una infiammazione intestinale possa migrare su altri organi collegati tra loro dalla membrana mucosale, una nostra seconda pelle interna, o al cervello.
Su riviste del settore Riazi ha riportato che infiammare l'intestino di animali con olio urticante abbassa loro la soglia convulsiva, hanno più crisi se sottoposti a modello sperimentale di epilessia.
Purtroppo lo studio che riporta come avviene la migrazione dell'infiammazione, attraverso le citochine, lo ha pubblicato su una rivista di gastroenterologia, con il risultato che il primo lavoro è stato considerato una curiosità scientifica, mentre il secondo è stato letto da chi si occupa di epilessia in quanto difficilmente leggono articoli della gastroenterologia.
I lavori di Riazi, insieme ai vari lavori riportanti il ruolo dell'infiammazione nei vari organi, consente una profonda rivalutazione del ruolo centrale dell'infiammazione intestinale. A seconda di dove migra produce sintomi diversi a seconda delle diverse vulnerabilità individuali. Così una infiammazione cerebrale cronicizzata può produrre sintomi differenti come depressione, epilessia, cefalee, dolorosità che dipendono dalle diverse vulnerabilità, ovvero dalla diversa localizzazione delle aree "fragili" cerebrali. Queste dipendono anche dalla genetica, in quanto l'architettura cerebrale si tramanda da genitori a figli come il colore degli occhi.
Gli studi sulla genetica, dove investiamo molti soldi, ci indicano solo queste vulnerabilità, ma se mantengo elevate le capacità del cervello di mantenere isolate queste aree fragili non avrò la comparsa di sintomi, siano essi attacchi cefalgici, epilettici, depressivi, etc.
Lo stato infiammatorio cerebrale mi riduce la capacità del cervello di auto-ripararsi, ma se riduco l'infiammazione intestinale riduco quella cerebrale, quindi vado ad eliminare la causa non a tentare di ridurre il sintomo.
Pochi conoscono i lavori di un certo Riazi, che dimostra come una infiammazione intestinale possa migrare su altri organi collegati tra loro dalla membrana mucosale, una nostra seconda pelle interna, o al cervello.
Su riviste del settore Riazi ha riportato che infiammare l'intestino di animali con olio urticante abbassa loro la soglia convulsiva, hanno più crisi se sottoposti a modello sperimentale di epilessia.
Purtroppo lo studio che riporta come avviene la migrazione dell'infiammazione, attraverso le citochine, lo ha pubblicato su una rivista di gastroenterologia, con il risultato che il primo lavoro è stato considerato una curiosità scientifica, mentre il secondo è stato letto da chi si occupa di epilessia in quanto difficilmente leggono articoli della gastroenterologia.
I lavori di Riazi, insieme ai vari lavori riportanti il ruolo dell'infiammazione nei vari organi, consente una profonda rivalutazione del ruolo centrale dell'infiammazione intestinale. A seconda di dove migra produce sintomi diversi a seconda delle diverse vulnerabilità individuali. Così una infiammazione cerebrale cronicizzata può produrre sintomi differenti come depressione, epilessia, cefalee, dolorosità che dipendono dalle diverse vulnerabilità, ovvero dalla diversa localizzazione delle aree "fragili" cerebrali. Queste dipendono anche dalla genetica, in quanto l'architettura cerebrale si tramanda da genitori a figli come il colore degli occhi.
Gli studi sulla genetica, dove investiamo molti soldi, ci indicano solo queste vulnerabilità, ma se mantengo elevate le capacità del cervello di mantenere isolate queste aree fragili non avrò la comparsa di sintomi, siano essi attacchi cefalgici, epilettici, depressivi, etc.
Lo stato infiammatorio cerebrale mi riduce la capacità del cervello di auto-ripararsi, ma se riduco l'infiammazione intestinale riduco quella cerebrale, quindi vado ad eliminare la causa non a tentare di ridurre il sintomo.
martedì 22 ottobre 2013
Ridurre i sintomi o rimuovere la causa?
Questa domanda è, a mio avviso, cruciale. Noi, oggi, stiamo molto puntando a ridurre i sintomi più che ad eliminare le cause. Un esempio stupido è che quando abbiamo la tosse chiediamo cosa prendere, per ridurla, non perché tossiamo. Applichiamo questo modo di pensare anche in patologie importanti, ad esempio per il Parkison, che sappiamo dipendere da una scarsa quantità di dopamina, escogitiamo farmaci dopaminergici, in grado di potenziare l'azione della dopamina sui propri recettori, azione che viene studiata su neuroni isolati con quantità di farmaco per un solo neurone superiore a quello che sappiamo arrivare in tutto il cervello, quando assunto oralmente. Arriviamo a proporre trapianti di neuroni dopaminergici, anche qui registriamo una elevata risposta al placebo, che è l'intervento simulato!
Un lavoro su Science riporta che l'andamento clinico correla con la quantità di dopamina effettivamente rilasciata indipendentemente se è stato somministrato il farmaco, il placebo, effettuato l'intervento chirurgico vero o simulato.
Eppure sappiamo che la dopamina cerebrale è sintetizzata unicamente della tirosina, ammino acido essenziale, captato dal cervello, sappiamo che una flora disbiotica decarbossila (distrugge) gli ammino acidi proteici, la tirosina viene trasformata in tiramina.
Nonostante la tirosina sia il precursore della dopamina, noradrenalina e adrenalina NON CI SONO studi sui livelli di tiramina nel parkinson (dopamina), nelle demenze (Noradrenalina), nell'epilessia e depressione (noradrenalina) e nell'astenia (adrenalina).
Troviamo scritto che il paziente Parkinsoniano è astenico perchè trema!!! Non perché essendoci poca tirosina cerebrale sarà ridotta ANCHE la sintesi di adrenalina. La depressione nel Parkinson viene considerata una co-morbidità, così come la riduzione delle funzioni cognitive, non le associamo alla evidente riduzione ANCHE della noradrenalina.
Eppure lo stesso Mr Parkinson, nel suo lavoro originale, riferisce che tutti i suoi pazienti presentavano disturbi gastrointestinali, come ancora oggi.
Così come l'annoso dilemma delle cefalee nell'epilessia, della depressione (maggiore) nell'epilessia. Se un paziente è epilettico, cefalgico, depresso sarà in cura da 3 specialisti, ognuno dei quali cercherà di ridurre i "suoi" sintomi, ma non vedranno la causa comune, anche se avranno letto come fosse una curiosità scientifica del ruolo dell'infiammazione cerebrale nella causa patogenetica della "loro" malattia.
Se il paziente riferisce disturbi intestinali sarà inviato dal gastroenterologo, in quanto non di interesse da parte dei neurologi.
Un lavoro su Science riporta che l'andamento clinico correla con la quantità di dopamina effettivamente rilasciata indipendentemente se è stato somministrato il farmaco, il placebo, effettuato l'intervento chirurgico vero o simulato.
Eppure sappiamo che la dopamina cerebrale è sintetizzata unicamente della tirosina, ammino acido essenziale, captato dal cervello, sappiamo che una flora disbiotica decarbossila (distrugge) gli ammino acidi proteici, la tirosina viene trasformata in tiramina.
Nonostante la tirosina sia il precursore della dopamina, noradrenalina e adrenalina NON CI SONO studi sui livelli di tiramina nel parkinson (dopamina), nelle demenze (Noradrenalina), nell'epilessia e depressione (noradrenalina) e nell'astenia (adrenalina).
Troviamo scritto che il paziente Parkinsoniano è astenico perchè trema!!! Non perché essendoci poca tirosina cerebrale sarà ridotta ANCHE la sintesi di adrenalina. La depressione nel Parkinson viene considerata una co-morbidità, così come la riduzione delle funzioni cognitive, non le associamo alla evidente riduzione ANCHE della noradrenalina.
Eppure lo stesso Mr Parkinson, nel suo lavoro originale, riferisce che tutti i suoi pazienti presentavano disturbi gastrointestinali, come ancora oggi.
Così come l'annoso dilemma delle cefalee nell'epilessia, della depressione (maggiore) nell'epilessia. Se un paziente è epilettico, cefalgico, depresso sarà in cura da 3 specialisti, ognuno dei quali cercherà di ridurre i "suoi" sintomi, ma non vedranno la causa comune, anche se avranno letto come fosse una curiosità scientifica del ruolo dell'infiammazione cerebrale nella causa patogenetica della "loro" malattia.
Se il paziente riferisce disturbi intestinali sarà inviato dal gastroenterologo, in quanto non di interesse da parte dei neurologi.
giovedì 17 ottobre 2013
perchè questo libro
questo libro nasce come desiderio di realizzare schede ad uso personale per fissare i tanti concetti che nel corso di questi 10 anni hanno rivoluzionato il mio modo di pensare.
La mia carriera di ricercatore è iniziata nel 1981 studiando metodi di veicolare farmaci al cervello, e li somministravamo iniettandoli in peritoneo di ratti. Un nostro sistema veicolante il GABA è stato poi studiato nell'uomo, somministrandolo oralmente! allora non mi rendevo conto dell'assurdità di tale approccio e, devo ammettere, di averci messo molto tempo, ma la mia laurea in Chimica mi faceva presupporre che i medici sapessero come funziona l'intestino. Solo grazie al mio Serplus, ho scoperto che è assai diverso da un sistema postale svizzero. Sono stati anni di estrema fatica di studio intenso che mi hanno portato a considerare un ruolo centrale dell'intestino. E' stato come risolvere un immenso puzzle, dopo che ho spostato l'intestino al centro, le tessere hanno iniziato ad andare a posto da sole.
Anni fa l'Elsevier mi ha proposto di scrivere un libro, di almeno 100 pagine e lo avrebbe pubblicato in 20 giorni dal ricevimento del materiale, ma non ero ancora pronto. Era il periodo in cui "scoprivo" il ruolo dell'infiammazione che altro non è che il modo di comunicare tra i nostri organi.
Al momento dell'iscrizione all'Università ero indeciso se fare Fisica o Chimica, se avessi fatto Fisica avrei scelto la fisica delle particelle, nel mio piano di studi di Chimica, ad indirizzo chimico fisico, ho sostenuto l'esame di fisica dei neutroni.
Sapevo, quindi, che la fisica dei sistemi complessi insegna che le relazioni tra le parti generano nuove proprietà non riconducibili alle singole parti.
Quindi la comunicazione tra gli organi genera nuove proprietà non capibili studiando i singoli organi avulsi come se fossero avulsi dal corpo umano.
Questo è stato il mio nuovo approccio, un progetto ben più ambizioso di quello di essere riuscito ad individuare una terapia antiepilettica così interessante da coinvolgere anche il presidente dell'ILAE.
Da giovane ho praticato sport molto faticosi, e poco remunerativi, dall'alpinismo, al ciclismo, al canottaggio, si vede che è mio destino faticare, così nella ricerca.
Il mio attuale progetto è più faticoso della salita più difficile che ho effettuato sul Monte Bianco, e della salita più ripida che ho fatto in bici, ma ho scalato vie impegnative del Monte Bianco e sono salito con la bici da entrambi i versanti dello Stelvio. Quindi ho imparato ad perseverare.
Il mio libro può interessare a medici disposti ad una revisione critica di quanto hanno appreso nei loro corsi di laurea, e anche ai malati, infatti spesso ho notato come il vivere sulla propria pelle una malattia sia in grado di stimolare acute riflessioni. Il mio libro può aiutare a confermare quello che sia i malati e i pazienti percepiscono, ma non sanno spiegare.
Importanti clinici mi hanno più volte affermato che io dimostravo loro quello che loro percepivano come clinici, ma non erano in grado di spiegarlo.
La mia carriera di ricercatore è iniziata nel 1981 studiando metodi di veicolare farmaci al cervello, e li somministravamo iniettandoli in peritoneo di ratti. Un nostro sistema veicolante il GABA è stato poi studiato nell'uomo, somministrandolo oralmente! allora non mi rendevo conto dell'assurdità di tale approccio e, devo ammettere, di averci messo molto tempo, ma la mia laurea in Chimica mi faceva presupporre che i medici sapessero come funziona l'intestino. Solo grazie al mio Serplus, ho scoperto che è assai diverso da un sistema postale svizzero. Sono stati anni di estrema fatica di studio intenso che mi hanno portato a considerare un ruolo centrale dell'intestino. E' stato come risolvere un immenso puzzle, dopo che ho spostato l'intestino al centro, le tessere hanno iniziato ad andare a posto da sole.
Anni fa l'Elsevier mi ha proposto di scrivere un libro, di almeno 100 pagine e lo avrebbe pubblicato in 20 giorni dal ricevimento del materiale, ma non ero ancora pronto. Era il periodo in cui "scoprivo" il ruolo dell'infiammazione che altro non è che il modo di comunicare tra i nostri organi.
Al momento dell'iscrizione all'Università ero indeciso se fare Fisica o Chimica, se avessi fatto Fisica avrei scelto la fisica delle particelle, nel mio piano di studi di Chimica, ad indirizzo chimico fisico, ho sostenuto l'esame di fisica dei neutroni.
Sapevo, quindi, che la fisica dei sistemi complessi insegna che le relazioni tra le parti generano nuove proprietà non riconducibili alle singole parti.
Quindi la comunicazione tra gli organi genera nuove proprietà non capibili studiando i singoli organi avulsi come se fossero avulsi dal corpo umano.
Questo è stato il mio nuovo approccio, un progetto ben più ambizioso di quello di essere riuscito ad individuare una terapia antiepilettica così interessante da coinvolgere anche il presidente dell'ILAE.
Da giovane ho praticato sport molto faticosi, e poco remunerativi, dall'alpinismo, al ciclismo, al canottaggio, si vede che è mio destino faticare, così nella ricerca.
Il mio attuale progetto è più faticoso della salita più difficile che ho effettuato sul Monte Bianco, e della salita più ripida che ho fatto in bici, ma ho scalato vie impegnative del Monte Bianco e sono salito con la bici da entrambi i versanti dello Stelvio. Quindi ho imparato ad perseverare.
Il mio libro può interessare a medici disposti ad una revisione critica di quanto hanno appreso nei loro corsi di laurea, e anche ai malati, infatti spesso ho notato come il vivere sulla propria pelle una malattia sia in grado di stimolare acute riflessioni. Il mio libro può aiutare a confermare quello che sia i malati e i pazienti percepiscono, ma non sanno spiegare.
Importanti clinici mi hanno più volte affermato che io dimostravo loro quello che loro percepivano come clinici, ma non erano in grado di spiegarlo.
NANOPARTICELLE E INTESTINO
Oggi viene rivolta molta attenzione a queste microscopiche particelle, ritenute responsabili di diverse patologie.
Certo il prefisso nano- ce le fa immaginare come agenti patogeni microscopici in grado di entrare facilmente nel nostro corpo.
Le dimensioni di queste particelle vanno da 20 a 100 micrometri, le dimensioni dei pori attraverso i quali dovrebbero passare per entrare nel torrente circolatorio sono 0.4 micrometri!
Equivale a dire entrare con l'auto larga circa 2 metri in un garage la cui porta d'ingresso è larga 0.2 metri, ovvero 20 cm.
Certo 0.4 micrometri è la misura dei pori di una membrana gastrointestinale integra, dove precisi ammassi proteici, le tight junction, garantiscono un serraggio stretto delle cellule. Se distruggiamo tali strutture, con l'infiammazione, è evidente che queste dimensioni possono aumentare e permettere il passaggio anche ad agenti che non dovrebbero poter entrare.
E' come passeggiare sotto la pioggia con un ombrello bucherellato, ci si bagna!
Certo il prefisso nano- ce le fa immaginare come agenti patogeni microscopici in grado di entrare facilmente nel nostro corpo.
Le dimensioni di queste particelle vanno da 20 a 100 micrometri, le dimensioni dei pori attraverso i quali dovrebbero passare per entrare nel torrente circolatorio sono 0.4 micrometri!
Equivale a dire entrare con l'auto larga circa 2 metri in un garage la cui porta d'ingresso è larga 0.2 metri, ovvero 20 cm.
Certo 0.4 micrometri è la misura dei pori di una membrana gastrointestinale integra, dove precisi ammassi proteici, le tight junction, garantiscono un serraggio stretto delle cellule. Se distruggiamo tali strutture, con l'infiammazione, è evidente che queste dimensioni possono aumentare e permettere il passaggio anche ad agenti che non dovrebbero poter entrare.
E' come passeggiare sotto la pioggia con un ombrello bucherellato, ci si bagna!
PATOLOGIE AUTOIMMUNI e INTESTINO
PATOLOGIE AUTOIMMUNI e INTESTINO
Siamo certi che queste patologie siano dovute ad un sistema immunitario impazzito che attacca i nostri stessi tessuti? Al di la di facili e sciocche considerazioni maschiliste, perchè il sistema immunitario femminile deve essere maggiormente propenso ad impazzire, dato che c'è una maggiore incidenza di queste patologie nelle donne?
Le terapie immuno soppressive ci permettono la completa guarigione da queste patologie?
Perchè spesso il medico, quando giunge alla diagnosi, scrolla il capo e ammette che si conosce ancora poco su queste patologie?
Siamo sicuri che ci siano poche conoscenze o ci rifiutiamo di rivolgere l'attenzione verso altre direzioni, anche se ben mostrate dai risultati della ricerca?
Per esempio sappiamo che la produzione linfocitaria avviene a casaccio, non solo verso antigeni non-self presenti nel nostro corpo. E' come se un nostro armaiolo producesse cartucce a caso: a salve (contro il nulla), buone (contro nemici) ed esplosive (contro noi stessi). Poi li testiamo, nel processo di maturazione, e distruggiamo quelli non validi. Beh, come armaioli falliremo presto in quanto distruggiamo il 97% della produzione! Teniamo solo un 3%, il resto lo facciamo fuori inducendone la morte per apoptosi.
L'apoptosi è controllata dal triptofano intestinale. Per esempio la donna lo riduce ciclicamente, al momento dell'ovulazione, per impedire un attacco anticorpale ad un eventuale nuovo feto. Dato che il triptofano è anche il precursore della serotonina cerebrale, a questa diminuzione si accompagnano tutta una serie di sintomi, come dolorosità, irritabilità, etc, che sono molto ben conosciuti con il nome di sindrome pre-mestruale.
Il livello di triptofano viene diminuito producendo una disbiosi intestinale che è responsabile di una eccessiva decarbossilazione degli ammino acidi proteici. Il triptofano viene trasformato in indolo e scatolo che vengono escreti nelle urine.
Se il livello di triptofano è basso, risulta compromesso il lavoro di pulizia degli anticorpi prodotti, cioè non riusciamo a fare fuori tutti i 97 su 100 anticorpi sbagliati che abbiamo prodotto. Ne rimarranno più attivi anche quelli contro il self, con tutte le conseguenze del caso.
Così spieghiamo anche la maggior incidenza di patologie autoimmuni nelle donne, in quanto il loro intestino è più logoro di quello dell'uomo, proprio a causa dell'alternarsi di periodi di riduzione della risposta immunitaria. E' come una molla che può snervarsi. Se poi la donna ha delle gravidanze, queste rappresentano un forte stress intestinale, che, per ricavare più energia dal cibo, arriva ad essere simile a quello RESPONSABILE della sindrome metabolica. Responsabile in quanto se la flora intestinale di animali affetti da sindrome metabolica viene inoculata in animali germ-free, questi si ammalano e mostrano i sintomi della sindrome metabolica.
Allora perché continuare a cercare di fare fuori l'anticorpo "impazzito", con tutte le conseguenze della analoga azione sul sistema immunitario? Quando questo non è impazzito, ma non è stato fatto fuori da un sistema endogeno di controllo, perchè non ripristinare quanto la Natura ha predisposto?
Forse perchè troppo semplice? In quanto è sufficiente ridurre una disbiosi intestinale.
Per i risultati che hanno ottenuto nell'artrite reumatoide con una dieta disinfiammante intestinale, usata nel morbo di Chron, alcuni ricercatori hanno intitolato il loro articolo: "é l'artrite reumatoide una patologia che origina nell'intestino?".
Chiaramente si, come si potrebbe spiegare altrimenti quanto riportato da una metaanalisi che nel sottogruppo di pazienti affetti da artrite reumatoide che hanno avuto pregresse esperienze positive ai farmaci, quindi ben disposti al farmaco, l'83% risponde al placebo?
Questi lavori, come tanti altri, anche se pubblicati su importanti riviste internazionali della medicina convenzionale, vengono considerati semplici curiosità scientifiche, non capaci di farci riflettere se le scelte terapeutiche proposte siano veramente valide o le uniche possibili.
Siamo certi che queste patologie siano dovute ad un sistema immunitario impazzito che attacca i nostri stessi tessuti? Al di la di facili e sciocche considerazioni maschiliste, perchè il sistema immunitario femminile deve essere maggiormente propenso ad impazzire, dato che c'è una maggiore incidenza di queste patologie nelle donne?
Le terapie immuno soppressive ci permettono la completa guarigione da queste patologie?
Perchè spesso il medico, quando giunge alla diagnosi, scrolla il capo e ammette che si conosce ancora poco su queste patologie?
Siamo sicuri che ci siano poche conoscenze o ci rifiutiamo di rivolgere l'attenzione verso altre direzioni, anche se ben mostrate dai risultati della ricerca?
Per esempio sappiamo che la produzione linfocitaria avviene a casaccio, non solo verso antigeni non-self presenti nel nostro corpo. E' come se un nostro armaiolo producesse cartucce a caso: a salve (contro il nulla), buone (contro nemici) ed esplosive (contro noi stessi). Poi li testiamo, nel processo di maturazione, e distruggiamo quelli non validi. Beh, come armaioli falliremo presto in quanto distruggiamo il 97% della produzione! Teniamo solo un 3%, il resto lo facciamo fuori inducendone la morte per apoptosi.
L'apoptosi è controllata dal triptofano intestinale. Per esempio la donna lo riduce ciclicamente, al momento dell'ovulazione, per impedire un attacco anticorpale ad un eventuale nuovo feto. Dato che il triptofano è anche il precursore della serotonina cerebrale, a questa diminuzione si accompagnano tutta una serie di sintomi, come dolorosità, irritabilità, etc, che sono molto ben conosciuti con il nome di sindrome pre-mestruale.
Il livello di triptofano viene diminuito producendo una disbiosi intestinale che è responsabile di una eccessiva decarbossilazione degli ammino acidi proteici. Il triptofano viene trasformato in indolo e scatolo che vengono escreti nelle urine.
Se il livello di triptofano è basso, risulta compromesso il lavoro di pulizia degli anticorpi prodotti, cioè non riusciamo a fare fuori tutti i 97 su 100 anticorpi sbagliati che abbiamo prodotto. Ne rimarranno più attivi anche quelli contro il self, con tutte le conseguenze del caso.
Così spieghiamo anche la maggior incidenza di patologie autoimmuni nelle donne, in quanto il loro intestino è più logoro di quello dell'uomo, proprio a causa dell'alternarsi di periodi di riduzione della risposta immunitaria. E' come una molla che può snervarsi. Se poi la donna ha delle gravidanze, queste rappresentano un forte stress intestinale, che, per ricavare più energia dal cibo, arriva ad essere simile a quello RESPONSABILE della sindrome metabolica. Responsabile in quanto se la flora intestinale di animali affetti da sindrome metabolica viene inoculata in animali germ-free, questi si ammalano e mostrano i sintomi della sindrome metabolica.
Allora perché continuare a cercare di fare fuori l'anticorpo "impazzito", con tutte le conseguenze della analoga azione sul sistema immunitario? Quando questo non è impazzito, ma non è stato fatto fuori da un sistema endogeno di controllo, perchè non ripristinare quanto la Natura ha predisposto?
Forse perchè troppo semplice? In quanto è sufficiente ridurre una disbiosi intestinale.
Per i risultati che hanno ottenuto nell'artrite reumatoide con una dieta disinfiammante intestinale, usata nel morbo di Chron, alcuni ricercatori hanno intitolato il loro articolo: "é l'artrite reumatoide una patologia che origina nell'intestino?".
Chiaramente si, come si potrebbe spiegare altrimenti quanto riportato da una metaanalisi che nel sottogruppo di pazienti affetti da artrite reumatoide che hanno avuto pregresse esperienze positive ai farmaci, quindi ben disposti al farmaco, l'83% risponde al placebo?
Questi lavori, come tanti altri, anche se pubblicati su importanti riviste internazionali della medicina convenzionale, vengono considerati semplici curiosità scientifiche, non capaci di farci riflettere se le scelte terapeutiche proposte siano veramente valide o le uniche possibili.
mercoledì 16 ottobre 2013
TUMORI e INTESTINO
Per combattere i tumori oggi la medicina punta tutti i suoi sforzi a bloccare la degenerazione cellulare, considerati la causa dei tumori.
Mi ricordo una striscia di Charlie Brown che alzandosi dal letto prima di una partita di baseball stava attento a scendere prima con il piede destro, per scaramanzia. Poi si chiedeva se avesse mai vinto una partita e concludeva che forse era meglio provare a scendere per prima con il sinistro.
Beh, certo noi oggi possiamo pensare di aver sconfitto i tumori, che le terapie attuali siano efficaci, se siete convinti di questo è inutile che leggiate questo post.
Se avete qualche dubbio, penso che anche per la lotta ai tumori sia furbo pensare ad altre strategie.
Del resto le conoscenze attuali ci permettono di intravedere altre strade.
Innanzi tutto dobbiamo ricordare che la vita sulla Terra è nata grazie all'enorme energia messa a disposizione da reattori nucleari allora ancora vicini alla superficie terrestre. Le radiazioni, sappiamo, danneggiano il DNA, quindi le specie animali che sono sopravvissute, un ridotto numero rispetto a quelle che si sono formate, hanno dovuto imparare a riparare i danni diretti e indiretti delle radiazioni.
Dobbiamo fissare bene questo concetto: lo stare bene non significa l'assenza di agenti patogeni, di battaglie del nostro corpo contro di essi, ma bensì il riuscire a vincere queste battaglie. Non siamo sopravvissuti perché abili a sfuggire al nemico, ma perché abili a riparare i danni che esso ci arreca.
Alla domanda se credo ai miracoli salutistici ebbi a rispondere che in un soggetto sano assistiamo ad un continuo succedersi di miracoli, in quanto è sano perché riesce continuamente a vincere battaglie.
Le radiazioni danneggiano direttamente il DNA oppure indirettamente mediante la produzione di ROS, i famosi radicali liberi contro cui stiamo lottando come dei Don Chisciotte contro i mulini a vento.
Eppure sappiamo che siamo in grado di riparare il DNA danneggiato, in qualunque modo sia stato danneggiato. Come tante cose importanti per la nostra salute, anche questo compito lo abbiamo affidato al microbiota intestinale: esercito, 10 volte più numeroso di noi, al nostro servizio, o quasi... dato che è al nostro servizio se riusciamo a controllarlo, altrimenti fa quello che vuole, e allora sono guai.
Se, per esempio, si distrae e non riesce più a riparare il DNA danneggiato, abbiamo il problema di eliminare queste cellule, in quanto una loro normale duplicazione ci porterebbe ad avere cellule con DNA differenti.
Per questo stimoliamo la loro degenerazione, per farle sviluppare velocemente e permetterne l'attacco da parte degli anticorpi. Questi inducono la morte di queste cellule per apoptosi, un tipo di morte programmata, solo che l'apoptosi è controllata dal triptofano, lo stesso ammino acidi che controlla la risposta anticorpale, che è il precursore della serotonina, che controlla la sintesi dei neuropeptidi, etc. Una flora intestinale disbiotica lo decarbossila in indolo e scatolo, riducendo i suoi livelli plasmatici, quindi toglie cartucce al fucile dell'apoptosi che non sarà più in gradi di colpire le cellule degenerate.
Ecco che cercare di rallentare la degenerazione non ha alcun senso, in quanto sarebbe più produttivo cercare di riarmare il fucile dell'apoptosi.
Come? aumentando il triptofano plasmatico.
Come? riducendo la disbiosi intestinale.
Quali sono gli svantaggi di tentare questa strada? troppo semplice!
Eppure sappiamo che la curcumina, per esempio, ha una notevole azione anti-tumorale. Ha anche notevoli azioni neurologiche su epilessia, depressione, alzheimer, parkinson, etc, in questo campo viene definita un neuroprotettore cerebrale, viene scritto che passa tranquillamente da sangue al cervello, ma, invece, non è assorbita nemmeno dall'intestino: dopo somministrazioni di 500 mg/kg nell'animale, ne arrivano in TUTTO il cervello 50 micro grammi, 48 ore dopo la somministrazione. La curcumina ha una azione anti-infiammatoria intestinale, l'interesse oncologico è dovuto al fatto che le popolazioni che ne fanno elevato uso nella dieta hanno una minore incidenza di tumori.
Tutto quello che disinfiamma l'intestino protegge dai tumori, come da altre patologie, quello che infiamma facilita le malattie.
E' difficile proporre oggi l'importanza della dieta per la nostra salute, quando pensiamo di aver realizzato farmaci capaci di arrivare dove vogliamo e fare ciò che vogliamo, anche se abbiamo celato i dati relativi alla distribuzione tissutale che mostrano che non arrivano dove vogliamo, anche se le mirabolanti azioni sono studiate su colture cellulari dove usiamo concentrazioni che mai saranno raggiunte in vivo, anche se studiamo i farmaci iniettandoli in vena di animali, trascurando completamente il sistema gastro-intestinale. Sistema che viene, così, considerato un sistema postale svizzero (non certo italiano), capace di leggere quello che abbiamo scritto sul bugiardino e di recapitarlo solo li.
Mi ricordo una striscia di Charlie Brown che alzandosi dal letto prima di una partita di baseball stava attento a scendere prima con il piede destro, per scaramanzia. Poi si chiedeva se avesse mai vinto una partita e concludeva che forse era meglio provare a scendere per prima con il sinistro.
Beh, certo noi oggi possiamo pensare di aver sconfitto i tumori, che le terapie attuali siano efficaci, se siete convinti di questo è inutile che leggiate questo post.
Se avete qualche dubbio, penso che anche per la lotta ai tumori sia furbo pensare ad altre strategie.
Del resto le conoscenze attuali ci permettono di intravedere altre strade.
Innanzi tutto dobbiamo ricordare che la vita sulla Terra è nata grazie all'enorme energia messa a disposizione da reattori nucleari allora ancora vicini alla superficie terrestre. Le radiazioni, sappiamo, danneggiano il DNA, quindi le specie animali che sono sopravvissute, un ridotto numero rispetto a quelle che si sono formate, hanno dovuto imparare a riparare i danni diretti e indiretti delle radiazioni.
Dobbiamo fissare bene questo concetto: lo stare bene non significa l'assenza di agenti patogeni, di battaglie del nostro corpo contro di essi, ma bensì il riuscire a vincere queste battaglie. Non siamo sopravvissuti perché abili a sfuggire al nemico, ma perché abili a riparare i danni che esso ci arreca.
Alla domanda se credo ai miracoli salutistici ebbi a rispondere che in un soggetto sano assistiamo ad un continuo succedersi di miracoli, in quanto è sano perché riesce continuamente a vincere battaglie.
Le radiazioni danneggiano direttamente il DNA oppure indirettamente mediante la produzione di ROS, i famosi radicali liberi contro cui stiamo lottando come dei Don Chisciotte contro i mulini a vento.
Eppure sappiamo che siamo in grado di riparare il DNA danneggiato, in qualunque modo sia stato danneggiato. Come tante cose importanti per la nostra salute, anche questo compito lo abbiamo affidato al microbiota intestinale: esercito, 10 volte più numeroso di noi, al nostro servizio, o quasi... dato che è al nostro servizio se riusciamo a controllarlo, altrimenti fa quello che vuole, e allora sono guai.
Se, per esempio, si distrae e non riesce più a riparare il DNA danneggiato, abbiamo il problema di eliminare queste cellule, in quanto una loro normale duplicazione ci porterebbe ad avere cellule con DNA differenti.
Per questo stimoliamo la loro degenerazione, per farle sviluppare velocemente e permetterne l'attacco da parte degli anticorpi. Questi inducono la morte di queste cellule per apoptosi, un tipo di morte programmata, solo che l'apoptosi è controllata dal triptofano, lo stesso ammino acidi che controlla la risposta anticorpale, che è il precursore della serotonina, che controlla la sintesi dei neuropeptidi, etc. Una flora intestinale disbiotica lo decarbossila in indolo e scatolo, riducendo i suoi livelli plasmatici, quindi toglie cartucce al fucile dell'apoptosi che non sarà più in gradi di colpire le cellule degenerate.
Ecco che cercare di rallentare la degenerazione non ha alcun senso, in quanto sarebbe più produttivo cercare di riarmare il fucile dell'apoptosi.
Come? aumentando il triptofano plasmatico.
Come? riducendo la disbiosi intestinale.
Quali sono gli svantaggi di tentare questa strada? troppo semplice!
Eppure sappiamo che la curcumina, per esempio, ha una notevole azione anti-tumorale. Ha anche notevoli azioni neurologiche su epilessia, depressione, alzheimer, parkinson, etc, in questo campo viene definita un neuroprotettore cerebrale, viene scritto che passa tranquillamente da sangue al cervello, ma, invece, non è assorbita nemmeno dall'intestino: dopo somministrazioni di 500 mg/kg nell'animale, ne arrivano in TUTTO il cervello 50 micro grammi, 48 ore dopo la somministrazione. La curcumina ha una azione anti-infiammatoria intestinale, l'interesse oncologico è dovuto al fatto che le popolazioni che ne fanno elevato uso nella dieta hanno una minore incidenza di tumori.
Tutto quello che disinfiamma l'intestino protegge dai tumori, come da altre patologie, quello che infiamma facilita le malattie.
E' difficile proporre oggi l'importanza della dieta per la nostra salute, quando pensiamo di aver realizzato farmaci capaci di arrivare dove vogliamo e fare ciò che vogliamo, anche se abbiamo celato i dati relativi alla distribuzione tissutale che mostrano che non arrivano dove vogliamo, anche se le mirabolanti azioni sono studiate su colture cellulari dove usiamo concentrazioni che mai saranno raggiunte in vivo, anche se studiamo i farmaci iniettandoli in vena di animali, trascurando completamente il sistema gastro-intestinale. Sistema che viene, così, considerato un sistema postale svizzero (non certo italiano), capace di leggere quello che abbiamo scritto sul bugiardino e di recapitarlo solo li.
martedì 8 ottobre 2013
Libro: "Alla Ricerca dell'Una (Medicina): Il ruolo dell'asse intestino cervello nelle patologie
"Nonostante l’enorme bagaglio di conoscenze che oggi abbiamo sulle funzioni del corpo umano, qualcosa ci deve essere sfuggito. Lo dimostra il fatto che le attuali terapie sono spesso in grado di ridurre i sintomi, ritardare il decorso della patologia, ma non di eliminarne le cause, molte delle quali risultano, del resto, ancora sconosciute."
"La fisica dei sistemi complessi insegna che in tali sistemi le relazioni tra le parti generano nuove proprietà non riconducibili alle singole parti."
"Coloro
che avranno voglia di leggerlo, potranno trovare i dati
recentemente pubblicati su prestigiose riviste della medicina ufficiale che
confermano le idee del passato e invitano a modificare il nostro approccio alla
medicina.
Se
talvolta possono sembrare sensazionalistici, ricordatevi che la fantasia della
Natura supera di gran lunga quella dell’uomo.
Se
talvolta possono sembrare illogici è perché non abbiamo ancora capito la logica
della Natura."
Il nuovo libro del dott. Paolo Mainardi che si cimenta in un'analisi coraggiosa, soffermandosi sullo status attuale della medicina moderna e dei suoi possibili sviluppi nell'immediato futuro, con una particolare attenzione sull'importanza del ruolo dell'asse intestino-cervello e delle sue implicazioni nella nuova medicina.
Il libro sarà disponibile a breve in libreria.
Per maggiori informazioni : pmainardi@email.it
SommarioNotizie dell’autore. ............................................................................... 9
Introduzione ...................................................................................... 11
01 Quale medicina? ............................................................................ 17
02. La storia della medicina. ............................................................... 23
03 Storia della farmacologia della depressione .................................... 28
04. Storia della farmacologia dell’epilessia .......................................... 39
05 L’effetto placebo ........................................................................... 48
05.1 Entità dell’effetto placebo ...................................................... 49
05.3 Effetto placebo uguale a condizionamento ambientale ........... 52
05.4 Condizionamento ambientale ................................................. 54
06. Dipendenza nutrizionale del cervello dall’intestino ....................... 56
0.6.1 Perché l’intestino diventa disbiotico? ................................. 57
07. La risposta a stimolazioni ambientali ............................................ 60
07.1 La risposta intestinale ............................................................. 62
08. Evidenze della comunicazione intestino-cervello. ......................... 65
09. La flora intestinale, un organo dimenticato . ................................. 68
09.1 Il controllo della flora intestinale. ........................................... 72
09.2 Il ruolo della flora batterica nei meccanismi patogenetici ........ 74
09.3 Flora intestinale e sistema immunitario ................................... 76
09.3.1 Tolleranza orale ............................................................... 77
09.4 Infiammazione intestinale ....................................................... 78
09.5 Disbiosi intestinale ................................................................. 80
09.6 Come la disbiosi modifica le funzioni cerebrali ....................... 81
09.6.1 Disbiosi Istidina: .............................................................. 83
09.6.2 Disbiosi tirosina ............................................................... 84
09.6.3 Disbiosi triptofano .......................................................... 85
09.7 Permeabilità intestinale. .......................................................... 87
09.7.1 ruolo nelle patologie autoimmuni .................................... 88
10. Dall’infiammazione periferica a quella centrale. ............................ 90
11. Capacità dell’intestino a percepire stimoli ambientali. ................... 93
12. Il digiuno come terapia. ................................................................ 95
12.1 Risposta al digiuno. ................................................................ 96
12.2 La storia della digiunoterapia. ................................................. 96
13 Alfa-lattoalbumina. ........................................................................ 99
13.1 Alfa-lattoalbumina nel latte materno. .................................... 102
13.2 Alfa-lattoalbumina nell’intestino. .......................................... 104
13.3 Risultati dell’alfa-lattoalbumina nell’epilessia. ........................ 107
14. Il ruolo dell’asse intestino cervello nelle patologie. ...................... 115
14.1 Asse intestino cervello nelle patologie autoimmuni. .............. 118
14.2 Asse intestino cervello nei disturbi del sonno. ...................... 121
14.2.1 Il sonno non è solo riposo. ............................................ 121
14.2.2 Come migliore la qualità del sonno. ............................... 122
14.3 Asse intestino cervello nella depressione. .............................. 123
14.4 Asse intestino cervello nell’epilessia. ..................................... 127
14.5 Asse intestino cervello nella Sclerosi laterale amiotrofica (SLA).
.................................................................................................... 130
14.6 Asse intestino cervello nella Sclerosi Multipla. ...................... 132
14.7 Il ruolo dell’asse intestino cervello nella Fibromialgia. ........... 141
14.8 Il ruolo dell’asse intestino cervello nel Parkinson .................. 145
14.9 Il ruolo dell’asse intestino cervello nell’oncologia. ................. 148
15. Azioni intestinali dei farmaci ...................................................... 155
16. Conclusioni. ............................................................................... 158
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