Per combattere i tumori oggi la medicina punta tutti i suoi sforzi a bloccare la degenerazione cellulare, considerati la causa dei tumori.
Mi ricordo una striscia di Charlie Brown che alzandosi dal letto prima di una partita di baseball stava attento a scendere prima con il piede destro, per scaramanzia. Poi si chiedeva se avesse mai vinto una partita e concludeva che forse era meglio provare a scendere per prima con il sinistro.
Beh, certo noi oggi possiamo pensare di aver sconfitto i tumori, che le terapie attuali siano efficaci, se siete convinti di questo è inutile che leggiate questo post.
Se avete qualche dubbio, penso che anche per la lotta ai tumori sia furbo pensare ad altre strategie.
Del resto le conoscenze attuali ci permettono di intravedere altre strade.
Innanzi tutto dobbiamo ricordare che la vita sulla Terra è nata grazie all'enorme energia messa a disposizione da reattori nucleari allora ancora vicini alla superficie terrestre. Le radiazioni, sappiamo, danneggiano il DNA, quindi le specie animali che sono sopravvissute, un ridotto numero rispetto a quelle che si sono formate, hanno dovuto imparare a riparare i danni diretti e indiretti delle radiazioni.
Dobbiamo fissare bene questo concetto: lo stare bene non significa l'assenza di agenti patogeni, di battaglie del nostro corpo contro di essi, ma bensì il riuscire a vincere queste battaglie. Non siamo sopravvissuti perché abili a sfuggire al nemico, ma perché abili a riparare i danni che esso ci arreca.
Alla domanda se credo ai miracoli salutistici ebbi a rispondere che in un soggetto sano assistiamo ad un continuo succedersi di miracoli, in quanto è sano perché riesce continuamente a vincere battaglie.
Le radiazioni danneggiano direttamente il DNA oppure indirettamente mediante la produzione di ROS, i famosi radicali liberi contro cui stiamo lottando come dei Don Chisciotte contro i mulini a vento.
Eppure sappiamo che siamo in grado di riparare il DNA danneggiato, in qualunque modo sia stato danneggiato. Come tante cose importanti per la nostra salute, anche questo compito lo abbiamo affidato al microbiota intestinale: esercito, 10 volte più numeroso di noi, al nostro servizio, o quasi... dato che è al nostro servizio se riusciamo a controllarlo, altrimenti fa quello che vuole, e allora sono guai.
Se, per esempio, si distrae e non riesce più a riparare il DNA danneggiato, abbiamo il problema di eliminare queste cellule, in quanto una loro normale duplicazione ci porterebbe ad avere cellule con DNA differenti.
Per questo stimoliamo la loro degenerazione, per farle sviluppare velocemente e permetterne l'attacco da parte degli anticorpi. Questi inducono la morte di queste cellule per apoptosi, un tipo di morte programmata, solo che l'apoptosi è controllata dal triptofano, lo stesso ammino acidi che controlla la risposta anticorpale, che è il precursore della serotonina, che controlla la sintesi dei neuropeptidi, etc. Una flora intestinale disbiotica lo decarbossila in indolo e scatolo, riducendo i suoi livelli plasmatici, quindi toglie cartucce al fucile dell'apoptosi che non sarà più in gradi di colpire le cellule degenerate.
Ecco che cercare di rallentare la degenerazione non ha alcun senso, in quanto sarebbe più produttivo cercare di riarmare il fucile dell'apoptosi.
Come? aumentando il triptofano plasmatico.
Come? riducendo la disbiosi intestinale.
Quali sono gli svantaggi di tentare questa strada? troppo semplice!
Eppure sappiamo che la curcumina, per esempio, ha una notevole azione anti-tumorale. Ha anche notevoli azioni neurologiche su epilessia, depressione, alzheimer, parkinson, etc, in questo campo viene definita un neuroprotettore cerebrale, viene scritto che passa tranquillamente da sangue al cervello, ma, invece, non è assorbita nemmeno dall'intestino: dopo somministrazioni di 500 mg/kg nell'animale, ne arrivano in TUTTO il cervello 50 micro grammi, 48 ore dopo la somministrazione. La curcumina ha una azione anti-infiammatoria intestinale, l'interesse oncologico è dovuto al fatto che le popolazioni che ne fanno elevato uso nella dieta hanno una minore incidenza di tumori.
Tutto quello che disinfiamma l'intestino protegge dai tumori, come da altre patologie, quello che infiamma facilita le malattie.
E' difficile proporre oggi l'importanza della dieta per la nostra salute, quando pensiamo di aver realizzato farmaci capaci di arrivare dove vogliamo e fare ciò che vogliamo, anche se abbiamo celato i dati relativi alla distribuzione tissutale che mostrano che non arrivano dove vogliamo, anche se le mirabolanti azioni sono studiate su colture cellulari dove usiamo concentrazioni che mai saranno raggiunte in vivo, anche se studiamo i farmaci iniettandoli in vena di animali, trascurando completamente il sistema gastro-intestinale. Sistema che viene, così, considerato un sistema postale svizzero (non certo italiano), capace di leggere quello che abbiamo scritto sul bugiardino e di recapitarlo solo li.
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